salute

Zecche nel cane: il picco autunnale che nessuno si aspetta

Le zecche non spariscono a settembre: l'autunno è il secondo picco dell'anno. Come rimuoverle bene, quali malattie trasmettono e come proteggere il cane fino a novembre.

Scritto da Fabio Gabelli • 31 agosto 2026 • Revisione Vet in corso
Zecche nel cane: il picco autunnale che nessuno si aspetta

C’è una convinzione diffusa e sbagliata: che le zecche siano un problema d’estate e che a settembre, con le prime piogge, il pericolo passi. È il contrario. In gran parte d’Italia l’attività delle zecche ha due picchi, primavera e autunno, e quello autunnale è spesso il più intenso dei due.

Il motivo è meteorologico. La zecca odia il caldo secco di luglio e agosto: si rintana nella lettiera di foglie e aspetta. Quando le temperature scendono sotto i 25 gradi e l’umidità risale, torna in attività — e trova prati, sottoboschi e argini pieni di cani che ricominciano a fare passeggiate lunghe adesso che non si muore di caldo.

Risultato: settembre e ottobre sono i mesi in cui molti dog parent smettono di trattare il cane, proprio quando servirebbe di più.

Dove si prendono davvero

Le zecche non cadono dagli alberi e non saltano. Aspettano in cima a un filo d’erba con le zampe anteriori tese — si chiama questing — e si aggrappano a quello che passa.

I posti a rischio sono quelli che frequenti di più in autunno:

  • Erba alta e incolta ai bordi dei sentieri e dei campi
  • Sottobosco e lettiera di foglie, l’habitat perfetto da ottobre in poi
  • Argini di fiumi e canali, umidi anche in stagione secca
  • Aree cani poco manutenute, soprattutto le zone perimetrali
  • Il tuo giardino, se c’è un angolo di erba mai tagliata

Non serve la montagna: un parco urbano con l’erba lasciata crescere basta e avanza.

Il controllo che va fatto ogni sera

Una zecca appena attaccata è grande come un seme di sesamo. Dopo due giorni di pasto diventa un chicco grigiastro grosso come un fagiolo. La differenza tra trovarla subito e trovarla dopo tre giorni è, molto concretamente, la differenza tra nessun rischio e un rischio reale.

Il controllo va fatto al rientro da ogni passeggiata in verde, con le mani più che con gli occhi: si passa il palmo contropelo cercando piccoli rilievi duri. Le zone preferite sono quelle a pelle sottile e poco pelo:

  • Orecchie, dentro e dietro il padiglione
  • Collo e sottogola, sotto il collare
  • Ascelle e inguine
  • Tra le dita e sotto i polpastrelli
  • Intorno agli occhi e al muso
  • Base della coda

Su un cane a pelo nero o folto conviene usare la luce del telefono e un pettine a denti fitti.

Come si rimuove (senza peggiorare le cose)

Serve una pinzetta a punte sottili o, meglio, un levazecche a gancio da pochi euro che ogni casa con cane dovrebbe avere.

  1. Afferra la zecca il più vicino possibile alla pelle, prendendo la testa, non il corpo gonfio.
  2. Ruota con il gancio (o tira in modo lento e costante con la pinzetta) fino a farla mollare la presa.
  3. Non schiacciare il corpo: la compressione fa rigurgitare nel cane il contenuto dello stomaco della zecca, ed è esattamente così che passano i patogeni.
  4. Disinfetta la zona e lavati le mani.
  5. Segna sul calendario data e punto del morso: se nelle 3-6 settimane successive compaiono febbre, zoppia o apatia, quel dato serve al veterinario.

Cosa non fare mai: olio, alcol, benzina, vaselina, fiammiferi. Sono rimedi da nonni che soffocano lentamente la zecca e la fanno rigurgitare: aumentano il rischio invece di ridurlo.

Se resta il rostro conficcato nella pelle non scavare: disinfetta e lascia che l’organismo lo espella, o fallo togliere dal veterinario.

Cosa possono trasmettere

Il morso in sé è poca cosa. Il problema sono i patogeni, e in Italia i principali sono tre.

  • Malattia di Lyme (borreliosi) — zoppia intermittente che cambia arto, febbre, apatia, linfonodi ingrossati. I sintomi possono comparire settimane dopo.
  • Ehrlichiosi — febbre, calo delle piastrine, sanguinamenti dal naso, dimagrimento. Diffusa soprattutto al Centro-Sud.
  • Babesiosi (piroplasmosi) — anemia, urine scure, forte abbattimento. Può essere grave in fretta.

Il fattore che conta di più è il tempo di attacco: nella maggior parte dei casi la trasmissione richiede ore di pasto, spesso più di 24. Ecco perché il controllo serale, banale com’è, è la misura di prevenzione più efficace che hai.

Quando chiamare il veterinario, senza aspettare: febbre, zoppia comparsa dal nulla, gengive pallide, urine scure, apatia improvvisa nelle settimane dopo un morso.

L’antiparassitario va tenuto fino a novembre

L’errore classico è sospendere il trattamento a fine estate. La regola pratica: si continua finché le temperature diurne restano sopra i 7-10 gradi, che in pianura padana significa fine novembre, e nelle zone costiere e al Sud spesso tutto l’anno.

Le opzioni — spot-on, collare, compresse masticabili mensili o trimestrali — si scelgono col veterinario in base a peso, età, presenza di bambini in casa, se il cane fa il bagno spesso e se vive con dei gatti (alcune molecole per cani sono tossiche per i gatti conviventi).

Sul giardino: erba corta, foglie raccolte, niente cataste di legna o sfalci contro il muro. Toglie alla zecca il posto dove aspettare.

Come DOGZN ti aiuta

Il problema pratico delle zecche non è saperne di più: è ricordarsi le date. Quando scade lo spot-on, quando è stato l’ultimo morso, quale prodotto stavi usando l’anno scorso.

Nella scheda medica del cane registri antiparassitari con la data di somministrazione e la scadenza, ed episodi come un morso di zecca con la data esatta: se tre settimane dopo compare una zoppia, hai la cronologia pronta per il veterinario invece di una ricostruzione a memoria. Con le passeggiate GPS resta traccia di dove siete stati davvero: quando il morso salta fuori, sapere se domenica avete camminato nell’erba alta lungo il fiume cambia le domande che il veterinario ti farà.

In sintesi

  • L’autunno è il secondo picco delle zecche, spesso più intenso della primavera.
  • Si prendono nell’erba alta e nella lettiera di foglie, anche in città.
  • Controllo tattile ogni sera dopo le uscite nel verde: è la difesa migliore.
  • Rimozione con levazecche, senza schiacciare. Mai olio, alcol o fiamme.
  • La trasmissione richiede in genere ore di attacco: togliere presto = rischio basso.
  • Antiparassitario fino a fine novembre, tutto l’anno al Sud e sulla costa.

Scarica DOGZN — gratis su iOS e Android — per avere scadenze antiparassitarie e storico dei morsi sempre a portata di mano, invece che appuntati su un post-it in cucina.

Disclaimer: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico veterinario. La scelta dell’antiparassitario, la sua frequenza e qualsiasi sospetto di malattia trasmessa da zecche vanno sempre valutati dal veterinario di fiducia, che conosce il cane e la situazione epidemiologica della tua zona.

Condividi questo articolo

Link copiato
F

Fabio Gabelli

Team DOGZN